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Tredici, per sempre — Mohsen Moussawi

Tredici, per sempre

BRANO

Tredici, per sempre

Mohsen Moussawi

Dall’album Tredici, per sempre

Ascolta «Tredici, per sempre» di Mohsen Moussawi su MIBL Radio — gratis, senza app, parte subito.

Tempo
145 BPM
Tonalità
E minor 81% di attendibilità
Camelot
9A

Si legge anche come 73 o 291 BPM — il raddoppio del tempo è normale e sono corretti entrambi.

Testo

Padre, la storia è cominciata da te, ma il dolore è toccato a me

una pesante frana del destino si è posata in un angolo del mio cuore

Una madre che era il mio mondo, un sole dentro le notti buie

adesso la sua cornice sul muro porta soltanto rimpianto e pena

Io sono il tuo figlio di tredici anni, che da trent’anni non si sveglia

nel sonno amaro della tua assenza nessuno si ripete più

Tutti i respiri del mio petto sono diventati un incubo senza fine

tu non ci sei, e fino al giorno del giudizio io mi vedo orfano

Dicono che la terra è fredda: è una bugia! Il mio cuore brucia per sempre

sono ancora quel bambino che ti posa la testa sulle ginocchia

Tu te ne sei andata e io sono rimasto indietro, in quell’istante sinistro e confuso

guarda che cosa ha passato tuo figlio, in questo tempo pieno di pena

Io sono il tuo figlio di tredici anni, che da trent’anni non si sveglia

nel sonno amaro della tua assenza nessuno si ripete più

Tutti i respiri del mio petto sono diventati un incubo senza fine

tu non ci sei, e fino al giorno del giudizio io mi vedo orfano

Il tempo è passato sui miei capelli, ma il mio cuore è rimasto vecchio

un orologio, fermo al giorno in cui te ne sei andata, è rimasto sul muro del destino

Guarda, mamma: la mia vita senza di te somiglia a un’immagine sbiadita

in cui ogni angolo, per il dolore della lontananza, porta il segno di un autunno

Io sono il tuo figlio di tredici anni, che da trent’anni non si sveglia

nel sonno amaro della tua assenza nessuno si ripete più

Tutti i respiri del mio petto sono diventati un incubo senza fine

tu non ci sei, e fino al giorno del giudizio io mi vedo orfano

Non oggi e domani, ma ogni giorno tu sei dentro i miei ricordi

ancora cerco il profumo delle tue mani, in ogni vicolo e in ogni cortile

Vieni e guarda: tu te ne sei andata e io sono morto da morto

vieni a vedere che strada inutile ho fatto senza di te

Io sono il tuo figlio di tredici anni, che da trent’anni non si sveglia

nel sonno amaro della tua assenza nessuno si ripete più

Tutti i respiri del mio petto sono diventati un incubo senza fine

tu non ci sei, e fino al giorno del giudizio io mi vedo orfano

Sono ancora lì...

in quei tredici anni...

un incubo senza fine...

Mamma...

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