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Lo specchio dello straniero — Mohsen Moussawi

Lo specchio dello straniero

BRANO

Lo specchio dello straniero

Mohsen Moussawi

Dall’album Lo specchio dello straniero

Ascolta «Lo specchio dello straniero» di Mohsen Moussawi su MIBL Radio — gratis, senza app, parte subito.

Tempo
143 BPM
Tonalità
C major 81% di attendibilità
Camelot
8B

Si legge anche come 72 o 286 BPM — il raddoppio del tempo è normale e sono corretti entrambi.

Testo

Qui l’aria è fredda, gli sguardi sono pesanti e scuri

L’esilio è come un vestito stretto e pieno di spine

Dicono che le differenze sono belle: chiacchiere!

Chi ha mai visto l’umiliazione e l’ha chiamata un onore?

La lingua mi si impasta e ogni volta mi tremano le mani e le gambe

sono diventato una balbuzie dentro a questo gioco difficile

Soldi, soldi, soldi, soldi! Sono diventati il dio di questa città

Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro! È diventato la medicina di questa città

Io corro e tu corri, e non ce la facciamo

La sincerità si è persa nel frastuono di questa città

La loro legge e il loro ordine per me hanno preso la forma di una gabbia

L’affetto e l’amore di una volta, qui sono diventati un capriccio

La paura di sfiorire e di invecchiare presto mi è entrata nelle ossa

la volontà è morta e la stanchezza è diventata la mia compagna di respiro

Questa doppiezza mi sta buttando giù

qui nessuno semina un seme di sentimento

Soldi, soldi, soldi, soldi! Sono diventati il dio di questa città

Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro! È diventato la medicina di questa città

Io corro e tu corri, e non ce la facciamo

La sincerità si è persa nel frastuono di questa città

Il mio cuore smania per quegli anni dell’infanzia

per gli amici la cui risata non aveva bisogno di un motivo!

Il rimpianto viene a cercarmi di notte

e mi dice: torna, perché «patria» è diventata un sentimento forzato

Lo scoraggiamento mi sta bruciando le radici

la paura di cambiare mi fa sedere nel passato

Soldi, soldi, soldi, soldi! Sono diventati il dio di questa città

Lavoro, lavoro, lavoro, lavoro! È diventato la medicina di questa città

Io corro e tu corri, e non ce la facciamo

La sincerità si è persa nel frastuono di questa città

Iran...

Un nodo in gola, lontano...

Una stanchezza che non se ne va...

Una pena senza fine...

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